Skip to main content

Cantina Marenco, gli esordi

La fondazione dell’azienda risale al 1925, anno nel quale prende avvio il progetto di un vino di qualità prodotto su una scala più ampia che non fosse l’autoconsumo. Dando così seguito alla azione di commercializzazione di Moscato e Barbera, anche fuori dei confini nazionali, da parte del fondatore Michele Marenco. Il boom economico rappresenta per Cantina Marenco un ulteriore momento di svolta, anche se per il Piemonte sono ancora gli anni della “malora”. I giovani, attratti dalle grandi città, abbandonano il territorio e vanno a cercare fortuna altrove. A fare eccezione, è il figlio di Michele che con molto coraggio decide di rimanere e investire sul territorio.

Un passo dopo l’altro, fino alla conversione al biologico

E’ lui che da slancio all’azienda – sottolinea Andrea Costa, quarta generazione della famiglia Marenco –ed apre al mercato di Milano e della Lombardia che guardavano con interesse al Monferrato. Ogni lira guadagnata veniva reinvestita, nel corso del tempo abbiamo così acquisito sette cascine (l’ultima acquistata nel 2004) nelle quali ancora oggi produciamo”. Ogni generazione fa uno scatto in avanti, anche nel corso degli anni del metanolo. “Sono stati anni che ci hanno spinto a puntare sulla qualità e a valorizzare i vigneti fino ad allora acquistati. Con una nuova impostazione tecnica dettata da mia zia Patrizia, una delle prime donne a diplomarsi enologa” Fino ad arrivare nel 2016, con la quarta generazione, alla conversione al biologico.

Vitigni vecchi e vitigni autoctoni, alla base della produzione

Recupero e valorizzazione di vitigni vecchi e vitigni autoctoni sono però le basi sulle quali si poggia l’intera produzione di Cantina Marenco. “L’età media dei vigneti è vent’anni, ma abbiamo anche vigneti di quaranta e settanta anni – specifica Andrea Costa – Ciò che è stato fatto, anche in tempi non sospetti, sono le selezioni massali. Anche La Scrapona, il nostro vino di punta, viene da una selezione massale del vigneto precedente. Così come il Moscato e il Caricaloso. Siamo molto attenti all’invecchiamento, perché una pianta vecchia fornisce sfumature che una pianta giovane non può dare . Pur senza trascurare il rinnovamento dei vigneti”

La Scrapona, vino di punta

Seguendo questa idea viene prodotto La Scaprona, un 100% Moscato bianco. Risultato di uve accuratamente selezionate e raccolte a mano dall’omonimo vigneto sabbioso sito a Strevi, in Valle Bagnario. “Effettuiamo pigiatura soffice e fermentazione con presa di spuma senza zuccheri aggiunti. La Scrapona sprigiona sentori floreali e fruttati di pera, albicocca e frutti tropicali che lo rendono abbinabile ai dessert, soprattutto quelli a base nocciola. Dolce ma senza mai essere stucchevole, presenta una buona mineralità che lo rende abbinabile a fritti e formaggi freschi. Ma può sorprendere anche invecchiato, come ha dimostrato l’edizione di Wine Paris appena conclusa”

Vini a bassa gradazione, accreditamento internazionale

La produzione di vini a bassa gradazione alcolica è infatti il vanto di Cantina Marenco, che su di essi ha volutamente puntato. La Scrapona Collezione di Famiglia, una vecchia annata di Moscato messa in esposizione nella kermesse parigina, ha riscontrato gradimento soprattutto dai consumatori locali. “Probabilmente perché i francesi, più di altri, riservano attenzione ai vini dolci e con una bella acidità. Provato anche dal fatto che un padiglione intero della fiera è stato dedicato ai vini a bassa gradazione alcolica. Certo è che essendo Cantina di Marenco una azienda che storicamente produce vini a 5°, quella di Parigi è una carta da giocare molto bene” Una spiccata vocazione internazionale che viene supportata da una altrettanta decisa propensione verso il mercato domestico.

Mercato domestico, punto di partenza

Tutti i nostri vini vengono prima pensati per il pubblico italiano, il mercato domestico si è ritagliato il 30% della intera produzione. Giocoforza, quanto viene esportato ha le stesse caratteristiche di quanto distribuiamo sul territorio nazionale. Convinti che per poter avere una solida presenza all’estero, non si debba scendere a compromessi sulla qualità. Solo così possiamo contrastare, con la dovuta umiltà, la crescita di Paesi, non solo europei, nella produzione vinicola. Consapevoli, al contempo, che la storia che abbiamo noi italiani, loro non ce l’hanno” Considerazioni che hanno trovato riscontro con il successo ottenuto da Pineto e Passrì Scrapona.

Pineto, il Brachetto d’Acqui è servito

“Pineto è il nostro brachetto classico100%. Raccolte e diraspatele uve, le lasciamo in macerazione un giorno intero a 8° gradi così da avere un vino dal colore rubino trasparente. Dopodiché seguiamo lo stesso percorso del Moscato, lo mettiamo in autoclave a 18° e facciamo partire la fermentazione alcolica. Quando il vino arriva a 5°, lo filtriamo e lo imbottigliamo. Per generare la bollicina intrappoliamo l’anidride carbonica creatasi durante la fermentazione per opera dei lieviti” Apprezzato sin dal tempo dei Romani, è un vino che per i suoi sentori di fragola e frutti di bosco, si abbina bene a frutta fresca, crostate di frutta e mousse di cioccolato con le fragole.

Passrì Scrapona, tradizione rispettata

Altra storia quella del Passrì Scrapona. “Le prime notizie scritte sul Passito di Moscato – sottolinea Chiara Novazio, Responsabile Wine Education di Cantina Marenco –risalgono a più di mille anni fa, la produzione è stata tramandata per via orale fino alla nascita della Associazione dei Produttori di Passito della Valle Bagnario. Solo allora è stato trascritto il procedimento, al quale Cantina Marenco si attiene fedelmente” Si parte con la selezione di uve dalla vigna Scrapona a Strevi, fatte poi appassire due mesi sui graticci. Pressate le uve e setacciate le bucce per togliere i vinaccioli, si passa alla fermentazione a temperatura controllata. Dopo due anni di affinamento in barrique esauste e annessa microssigenazione, il vino viene imbottigliato per due anni. “Tanti produttori- conclude Andrea Costa – interpretano il passito come completamento di gamma. Per Cantina Marenco è invece il perno centrale della intera produzione


© Copyright Francesco A. Bellini | Tutti i Diritti Riservati.

Francesco A. Bellini

Leave a Reply